De Magistris risponde a Saviano tramite Facebook: se ami questa città…

Gen 2013

Conosciamo ormai a memoria la lettera inviata da Saviano al sindaco che si intitola ‘De Magistris, non mi deludere‘.

L’autore di Gomorra ha iniziato il suo scritto sottolineando di aver sempre sostenuto il sindaco e non essere mai stato un suo nemico. Inoltre, ricorda il suo editoriale (pubblicato durante la campagna elettorale) in cui elogiava la sua futura amministrazione che rappresentava una speranza per Napoli.

Saviano, successivamente, inizia la sua lunga “accusa”. Nonostante ammiri il coraggio di prendere tra le mani una città come Napoli, non capisce come mai non è stata avviata nessuna riforma che ha modificato, anche di poco, Napoli.

Le operazioni di facciata, così definite, come il lungomare liberato, possono essere utili, ma non si può mettere da parte la Napoli disastrata, affermando che la città e in crisi, per poi promuovere solo mostre e festival.

De Magistris vs Saviano

Ecco lettera completa di Saviano pubblicata sul sito espresso.repubblica.it.

[styled_box color=”BLUE” title=”Lettera inviata da Saviano al Sindaco”]Clicca per aprire la lettera

Caro Sindaco De Magistris,

sono consapevole che qualsiasi forma di critica venga rivolta a lei e al suo operato viene interpretata come una critica personale. O si è con lei in tutto o si è un suo nemico. Chi le parla è una persona che l’ha sostenuta, come hanno fatto in tanti.

Chi le parla, a maggio di due anni fa, durante la sua campagna elettorale, con un editoriale in prima pagina su “Repubblica”, la sostenne sperando che la sua amministrazione avrebbe inaugurato un nuovo progetto per la città. E non abbia l’ingenuità di accomunarmi a chi l’accusa di essersi corrotto con la politica, né a chi ritiene che abbia fatto questa scelta per interessi privati. Non lo penso. Allo stesso modo lascia interdetti ascoltare che le parole di analisi e di critica che le ho rivolto sarebbero secondo lei il frutto di una campagna elettorale o di finalità elettorali. E’ cosa assai ambigua da ascoltare, come quando parla di masso-mafie in maniera tanto generica da suscitare ilarità più che preoccupazione. Non mi sono mai candidato, né ho mai preso parte a una militanza. Il mio mestiere è un altro. Quindi le analisi al suo operato non sono ispirate da nessuna campagna elettorale. Non banalizzi.

Caro Sindaco, amministrare una città come Napoli è forse uno degli impegni più complessi che ci si possa consapevolmente assumere. Città caotica, piena di debiti, con mille difficoltà. Impegno che ha avuto il coraggio di prendere. Ma ciò che fa più male è vedere come non sia stato iniziato nessun percorso di riforma. A meno che per riforma non si intenda cambiare uomini e mettere i propri. Certo, anche questo è parte di un piano di cambiamento, ma non può essere il solo cambiamento possibile. Il sottotesto di ciò che spesso dice sembra essere: “Napoli è diversa perché ci sono io”.

Napoli signor Sindaco non sembra per nulla diversa. Ha deluso il comportamento verso i collaboratori “licenziati”: Raphael Rossi, Giuseppe Narducci, Riccardo Realfonzo, Silvana Riccio. In molti casi l’unica colpa era un disaccordo con lei non nel progetto generale, ma in scelte particolari. Scelte che non erano mancanze di lealtà nei suoi confronti, ma erano proposte per evitare che Napoli finisse dinanzi la Corte dei conti o che si legasse a progetti economici poco chiari. E’ sembrato che queste persone da un giorno all’altro dall’offerta migliore che in quel determinato campo ci fosse, siano diventati peggiori collaboratori possibili. Allontanati senza spiegazioni, senza motivi che non fossero clientele da conservare, bilanci da approvare e status quo da mantenere. Allontanati per dei contrasti che se superati sarebbero stati la prova di una reale volontà di essere discontinui rispetto a un passato insostenibile.

L’attitudine spesso è importante, e questo suo atteggiamento un po’ guascone sicuramente non rende le cose più facili in una città in cui chi ci vive deve sopportare una serie infinita di difficoltà. Sull’emergenza rifiuti nessun sistema virtuoso. Non sono state raggiunte le percentuali di differenziata promesse all’inizio del suo mandato. I rifiuti non sono diventati una risorsa, come in un circolo virtuoso potrebbero essere, ma una spesa e si spediscono altrove.

A breve, Sindaco, lei lo sa, il problema tornerà urgente come in passato. Le operazioni che adesso verrebbe da definire “di facciata” sono importanti: liberare il lungomare dalle automobili, portare la Coppa America in città, ma non le devo insegnare io cosa è successo a Valencia con la Coppa America.

Non devo essere io a dirle come il volto di una città può realmente cambiare approfittando in maniera virtuosa dei finanziamenti che vengono stanziati per grandi opere e grandi eventi. Inutile accusare Roma di inefficienza, che la gestione di Napoli fosse impresa complicatissima si sapeva dall’inizio. Ha accettato una sfida incredibile e avrebbe dovuto farlo con un piano strutturato, progetti concreti sul lavoro e sulle periferie.

Nella Napoli disastrata degli ultimi anni della dirigenza bassoliniana, io e i mie coetanei non ne potevamo più di sentirci rispondere che la città era in crisi e profonda difficoltà ma piena di mostre, musei e festival. Importanti certo ma quando servono a riformare un territorio e non a mettergli il belletto o a comprare il consenso degli intellettuali locali. L’argomento camorra è poi forse una delle note più dolenti.

Fonte: espresso.repubblica.it

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Ma come ha risposto De Magistris a tutto questo?

De Magistris vs Saviano

Da pochissimi minuti, il sindaco ha preferito usare il social network di Facebook per spedire una lunga risposta al suo “amico”:

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La mia risposta a Saviano

Se ami questa città, non puoi consentire che sia trattata come un palcoscenico pulp da piegare alla speculazione mediatica e commerciale. Se ami questa città, non puoi consentire che sia strumentalizzata a fine elettorale. Credo che Saviano non faccia un danno all’amministrazione o al sindaco, rispetto ai quali ogni critica è lecita, ma faccia un danno a Napoli. Come ho detto in merito alla fiction Gomorra2, pur rispettando il diritto alla comunicazione e alla libera espressione artistica, comunque eviterò politicamente la riduzione di Scampia a merce da circo mediatico. Allo stesso modo contrasterò la trasformazione delle problematiche cittadine, in primis i rifiuti, a carne da macello elettorale. Non posso non osservare, infatti, la tempistica ‘precisa’ e gli spazi ‘definiti’ di questa crociata unilaterale che Saviano ha ingaggiato: a poche settimane dal voto e su alcuni organi di informazione, vicini a quelle forze partitiche che pure hanno sostenuto il governo Monti (che ha strozzato i comuni, fra i quali il nostro) e che hanno amministrato per decenni questa città e questa Regione. Se lo ricorda questo Saviano? Erano i tempi dell’emergenza rifiuti e delle consulenze a pioggia, i tempi delle partecipate costruite come serbatoi di voti, durante i quali il lavoro era gestito come strumento di consenso elettorale. Erano gli anni in cui, amministrando in un ‘certo’ modo, si determinavano premesse negative per conseguenze drammatiche: quelle che oggi combattiamo quotidianamente e che impediscono la crescita della città. A quali conseguenze mi riferisco? Un miliardo e mezzo di debito e ottocento milioni di disavanzo del Comune della terza città di Italia. Se la ricorda Saviano quella stagione? Se lo ricorda chi amministrava allora? E nonostante l’assenza di risorse, Napoli è da un anno e mezzo al riparo dall’emergenza rifiuti ed ha riconquistato, anche per questo, una nuova immagine internazionale, come dimostra la presenza turistica e la sua capacità di attrarre eventi.

Saviano capisce quale sforzo totalizzante è stato compiuto per evitare i sacchetti in strada, senza costruire altre discariche o inceneritori, e contrastando le tante “manine” che vorrebbero ancora Napoli in ginocchio sommersa dalla spazzatura? Ed in quella pista ciclabile – fatta con soldi che se non utilizzati per quello andavano persi – oppure nel lungomare chiuso al traffico e aperto alle persone e alle emozioni, sui quali Saviano ironizza, è sintetizzato ed evocato un modello di città eco-sostenibile ed europea che vogliamo realizzare ma che l’assenza di risorse ci ritarda nel completare. Certo, i trasporti non sono sufficienti. Ma è al corrente Saviano dei tagli nazionali e regionali intervenuti in modo orizzontale e massiccio ? Certo, la raccolta porta a porta dovrebbe crescere e gli impianti di compostaggio dovrebbero essere già attivi. Certo, le periferie dovrebbero vedere un intervento di riqualificazione e un piano di sviluppo radicali. Tutto questo lo faremo. Ma come può essere compiuto tutto questo, in un anno e mezzo, se una amministrazione governa di fatto in dissesto? Come può uno scrittore e un pensatore, che dice di amare la sua terra, non comprendere questo dato drammatico e non capire l’importanza di stringersi intorno alla sua città, per chiedere anche sul piano nazionale un sostegno che sia proporzionale al ruolo della capitale del Sud?

Questo populismo critico compiuto da lontano, dunque senza avere il polso diretto e quotidiano della città, cioè senza viverla la città, non può consentire uno sguardo realistico su Napoli. Perché Saviano non ha mai offerto il suo aiuto, non ha mai avanzato un consiglio, non ha mai dato una idea o una proposta per contribuire allo sforzo di rendere Napoli più bella, più vivibile, più libera? Oggi che si scaldano i motori della campagna elettorale, con le più inquietanti convergenze parallele, mi piacerebbe vedere la città non usata politicamente come testa d’ariete, almeno dai quanti vi hanno vissuto e dicono di amarla. Soprattutto me lo aspetto da un intellettuale che, come Saviano, ha gli strumenti critici e culturali per capire e per “sapere”, nel senso pasoliniano del termine. In particolare, poi, non usiamo l’immondizia e la camorra, perché superiamo un confine di non ritorno che offende e ferisce i cittadini. Mi colpisce il passaggio critico sui rifiuti in merito ai quali Saviano profetizza: “a breve, Sindaco, lei lo sa, il problema tornerà urgente come in passato”. Come riconosce lo stesso Saviano, dunque, abbiamo avuto il merito di essere riusciti a non cadere nell’emergenza per un anno e mezzo: non credo sia un dettaglio, credo sia una rivoluzione ambientale e un messaggio fortissimo di legalità. Come riconosce lo stesso Saviano, dunque, la partita dei rifiuti è giocata contro sistemi criminali potenti e crudeli, rispetto a cui si deve compiere un grande sforzo da parte nostra. Eppure mi ferisce e preoccupa quel passaggio sul loro possibile e prossimo ritornare in strada durante la campagna elettorale: Saviano dimostra di sapere bene come il tema dei rifiuti possa essere agitato e brandito per finalità politiche, per mezzo della camorra, con conseguenze devastanti per la città, ma in modo poco responsabile non si spende ad ammonire chi dovrebbe. Il suo peso nell’opinione pubblica, la sua capacità di accendere l’attenzione e il dibattito, anche internazionali, dovrebbero essere al servizio di Napoli, lanciando un monito perché certi poteri non giochino elettoralmente sui rifiuti o sulle aree difficili.

Saviano dovrebbe fare asse, stringersi intorno a questa amministrazione e a Napoli, per aiutarci a proteggerla da quanti hanno tutto l’interesse a far tornare i sacchetti per strada a ridosso del voto. Per proteggerla da quei poteri e da quel sistema, che coinvolge trasversalmente tutta la politica, che questa amministrazione ha cercato di estromettere e che sempre cercherà di estirpare lavorando senza sosta. Invito dunque Saviano a Napoli, lo invito a darci una mano con suggerimenti ed idee, lo invito a difendere la città anche agli occhi del mondo, perché le cittadine e i cittadini di questa terra non sono la periferia etico-politica del pianeta e vorrebbero essere raccontati per quel che sono realmente: cittadine e cittadini “normali” che ogni giorno si confrontano con le tante difficoltà esistenti – e che nessuno vuole negare o nascondere- animati però da “quell’ottimismo della volontà” che trasforma la critica, quando è onesta e sincera, in proposta e azione positiva. Ho deciso di dedicare per i prossimi anni la mia vita esclusivamente a Napoli con tutta la passione che sento. Voglio rassicurare Saviano: solo la passione può animarti in questa sfida difficilissima di governo cittadino poiché non c’è ambizione politica nazionale che può motivare o giustificare, lo assicuro, il sacrificio quotidiano, a tratti anche drammatico, che questa amministrazione sta mettendo in atto. Solo la passione e il sogno, infatti, ci consentono e ci animano quotidianamente in questa sfida.

fonte: profilo ufficiale di De Magistris su Facebook.

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Che cosa ne pensate? Inoltre, ricordiamo che il sondaggio del sole 24 ore ha evidenziato che De Magistris ha perso molti consensi.


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