De Magistris: piazza del Plebiscito sarà riaperta agli eventi

Lug 2013

Piazza del Plebiscito riapre eventi

Accolto dal Tar il ricorso del Comune contro la chiusura di piazza del Plebiscito agli eventi

Lo scorso maggio, dopo il concerto di Bruce Springsteen, il soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici Giorgio Cozzolino decise, con un decreto, di chiudere per sempre Piazza del Plebiscito a concerti live, manifestazioni ed eventi all’aperto, scatenando le polemiche di cittadini, organizzatori e manager di cantanti di fama nazionale, e dello stesso sindaco di Napoli.

Luigi De Magistris, a tal proposito, fece ricorso al Tar, per fare in modo che la “piazza dei concerti” della città potesse ancora accogliere grandi artisti del panorama nazionale ed internazionale, grandi eventi e manifestazioni cittadine, affinché tale location fosse “restituita al popolo”.

Nella tarda mattinata di oggi Il Mattino ha annunciato che il Tar della Campania ha accettato il ricorso fatto da De Magistris contro i vincoli, di natura logistica e tecnica, posti su piazza Plebiscito ed emanati attraverso un decreto dalla Direzione regionale dei Beni Culturali, i cui effetti saranno sospesi.

Il sindaco di Napoli ha commentato tale decreto con queste parole:

«Il decreto per noi rappresenta un obbligo intollerabile, capace di danneggiare non solo l’immagine di Napoli, ma anche il suo sviluppo materiale e civile che può derivare dall’organizzazione di eventi e manifestazioni musicali, sportive, civiche e sociali, come è stato fatto fino a oggi nella piazza»

e aggiunge, in merito alla questione del rispetto del patrimonio artistico cittadino:

«una cosa è il rispetto dovuto al nostro patrimonio storico-artistico e alle norme che lo conservano, altra cosa è il dogmatismo burocratico che vorrebbe la città spenta e chiusa alla presenza dei cittadini. Resta intatto il doveroso rispetto verso il ruolo di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico-culturale che spetta alla Soprintendenza ma tale compito deve armonizzarsi con la rivoluzione che vogliamo realizzare anche in materia di spazi pubblici aperti e partecipati e vivi».


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