Camorra: sono almeno 160 i morti per errore

Nov 2012

Scampia e Secondigliano. Il reportage dell’Indipendent inzia così:
In via dello Stelvio, alla periferia di Napoli, tu puoi vedere le pietre insanguinate dall’ultima vittima di camorra“.

L’articolo scritto dal corrispondente Micheal Day descrive come la lotta intestina tra i vari clan emergenti oltre a mietere decine di vittime tra gli affiliati alla camorra chieda anche il pesante tributo di vite di cittadini innocenti. Cittadini la cui unica colpa è quella di vivere, anzi sopravvivere in una città devastata dalla guerra per il controllo del narcotraffico.

L’articolo elenca i nomi delle vittime degli ultimi 30 anni partendo dall’uccisione di Gennaro Spina, morto solo perché aveva uno scooter dello stesso colore e marca di quello di uno spacciatore non più nelle grazie dei boss, fino ad arrivare al caso di Pasquale Romano. Si tratta quasi sempre di storie che hanno dell’assurdo, di morti causati perché i mandanti e gli esecutori ritengono che la vita del napoletano abbia poco valore e quindi un morto innocente in più non abbia alcuna importanza.

L’articolo continua raccontando sgomento dell’arruolamento dei ragazzini dodicenni assoldati per far da palo, di come questi poi inevitabilmente diventino gli “spacciatori quattordicenni” e infine i “sicari sedicenni”, e di come il tutto affoghi in un nero mare d’omertà.


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