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BBC a Napoli: un viaggio nei Vergini con le associazioni per la rinascita del quartiere

La BBC ritorna a Napoli con un reportage sui Vergini e le associazioni che faranno rinascere il quartiere.

La BBC torna a parlare di Napoli (dopo aver già realizzato un documentario 3D) e dell’immenso patrimonio culturale della nostra città, attraverso un articolo pubblicato il 20 marzo 2017 sulla sezione Travel (viaggi) del sito. Il pezzo sintetizza la visita a Napoli della giornalista Erin Craig, che si è soffermata sull’area dei Vergini, nel quartiere Sanità, per scoprirne la storia e l’arte che la caratterizzano.

Durante la sua visita, però, la giornalista si è subito resa conto che “Napoli ha un problema: c’è troppa storia, più di quanta una città possa gestire. Cimiteri greci, rovine romane, castelli medievali, chiese Rinascimentali…per forza di cose alcuni di questi siti andranno in pezzi, a meno che cittadini impegnati ed appassionati non se ne occupini personalmente“. Ed è proprio questo argomento che affronta il reportage della Craig, che si è spostata nei vari luoghi dei Vergini insieme all’esperta di Storia dell’Arte, Maria Corbi.

La Corbi è la fondatrice dell’Associazione SMMAVE che opera nella Sanità occupandosi del restauro di chiese abbandonate. Come sappiamo, i Vergini sono ricchi di chiese, ci sono gli ipogei greci unici al mondo, il Cimitero delle Fontanelle, ma spesso tutto questo patrimonio spesso passa in secondo piano rispetto al degrado della zona e alle notizie di cronaca nera. Ma grazie a realtà come SMMAVE tutto ciò sta cambiando e la BBC è riuscita a descrivere la situazione attuale.

Il recupero dei Vergini

Attualmente, l’associazione si sta occupando della Chiesa di Santa Maria della Misericordia ai Vergini, abbandonata da decenni. Grazie al lavoro di Maria Corbi e dei cofondatori Christian Leperino and Massimo Tartaglione la si sta riportando all’antico splendore ed è stato scoperto un affresco della Pietà tra le macerie della cripta, opera realizzata nel diciottesimo secolo da Leonardo Olivieri.
Con il lavoro di questi volontari, supportati da studenti di architettura e dagli abitanti del quartiere, la chiesa è stata riaperta al pubblico nel 2016 ed è oggi un centro per l’arte contemporanea ed un sito in cui si realizzano eventi per bambini.

Gli Ipogei Greci

Come accennato, nei Vergini ci sono alcuni siti unici al mondo nel loro genere: gli Ipogei Greci, antichissime tombe dell’aristocrazia dell’antica Neapolis greca che purtroppo non sono sempre aperte al pubblico. Ricordiamo, infatti, che i Vergini furono costruiti su un antico cimitero risalente al 4 secolo a.C., quando Napoli era una città greca. Queste tombe confermano che la città era una delle più importanti del Mediterraneo.

Nei secoli, però, gli ipogei sono stati adibiti anche ad altri usi, ad esempio furono utilizzati come cisterne e nel 1880, a causa dell’epidemia di colera, furono chiusi definitivamente. Solo un secolo dopo, nel 1990, si è cominciato a scavare per riportarli alla luce e nel 2001, grazie all’associazione Celanapoli, sono stati aperti al pubblico.
Purtroppo, per mancanza di fondi, le visite guidate non si svolgono con frequenza.

Il problema economico

Il cuore di tutti i problemi è la mancanza di fondi. La giornalista della BBC, chiacchierando con i fondatori delle associazioni del quartiere, ha riscontrato che, nonostante l’entusiasmo iniziale, molti volontari spesso abbandonano i progetti per le difficoltà economica. Tutte queste realtà si autofinanziano con le visite guidate, ma non sempre basta, per cui hanno deciso, in alcuni casi, di collaborare tra loro. Celanapoli collabora con VerginiSanità, che si occupa dell’acquedotto augusteo.

Il futuro dei Vergini

Quale sarà il futuro dei Vergini? Dal reportage della BBC si evince che i progetti sono tanti e sicuramente faranno in modo da risollevare ancora di più l’area e portarla alla conoscenza del grande turismo. Le basi sono state messe e da alcuni anni ed i risultati sono promettenti. Tra i progetti futuri c’è la collaborazione delle associazioni con il Museo Archeologico di Napoli per cui chi possiede il biglietto del Museo potrà avere sconti sulle visite ai siti della Sanità.

La cosa fondamentale, però, è il coinvolgimento della popolazione, perché con l’aiuto degli abitanti il turismo potrà decollare molto più facilmente.

Credit photo: Olena Buyskykh/Alamy