Agguato di Fuorigrotta: una telecamera ha ripreso i colpevoli

Feb 2013

Sono trascorsi due giorni dalla sparatoria di via Veniero, nel quartiere di Fuorigrotta, in cui la 39enne Vilia Tortora è stata ferita al volto da tre colpi di pistola.

L’accaduto aveva l’aria di essere un tentativo di rapina finita male, ma oggi arrivano le prime ipotesi su un agguato intenzionale e premeditato. Delle telecamere di videosorveglianza hanno ripreso i due giovani su uno scooter Sh fermi ad attendere, per almeno venti minuti, che arrivasse proprio lei, Vilia Tortora, a bordo della sua Peugeot 206 su cui era appena salita per andare a prendere sua figlia alla vicina scuola elementare Andrea Doria. Quando la sua automobile passa accanto ai due malintenzionati, uno dei due scende dallo scooter e spara tre colpi di pistola sul finestrino del lato passeggero, colpendo la donna al volto.

Vilia viene subito portata all’ospedale Pellegrini, dove è stata sottoposta a un delicato intervento di ricostruzione del bulbo oculare ad un occhio che non potrà più vedere. La mandibola, invece, è spaccata in tre parti. Le sono stati estratti tre proiettili del calibro nove.

Perchè proprio lei? La Procura ordinaria sta indagando sul passato della donna, ha interrogato l’attuale compagno e l’ex marito, e non nega che l’agguato aveva l’obiettivo di uccidere, e che l’omicidio sarebbe stato commissionato, che dietro tutto questo ci sia una vendetta di camorra.

Agguato Fuorigrotta Napoli

Vilia Tortora abita in via Ernesto Ricci 1, al Rione Traiano, con il compagno e la figlia di undici anni. Fa la casalinga. Nella traversa parallela, in via Tevere 20, abita un pregiudicato agli arresti domiciliari e la notte prima qualcuno aveva sparato dieci colpi di pistola. Coincidenza? La stessa Vilia avrà fatto domande in giro sull’accaduto, e qualcuno avrebbe potuto “puntarla”. Ma la polizia non è convinta e indaga su tutte le piste. Forse la donna ha visto qualcosa che non doveva vedere, o, nella più tragica delle ipotesi, si tratta di un altro scambio di persona dopo il caso di Lino Romano.

Intanto la donna ha paura che possano tornare di nuovo, e resta sorvegliata dai carabinieri all’ospedale dei Pellegrini.

Foto: Il Mattino


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